Galleria d'arte moderna e contemporanea

Scegliere di iniziare un percorso nel mondo dell’arte a quarantasei anni, creando una galleria d'arte moderna e contemporanea, è sicuramente un azzardo. Sì, un azzardo pieno di adrenalina e passione che mi spinge a credere fino in fondo che il cuore vince sulla ragione.

Amo l’arte e “invidio” gli artisti. Loro sono l’espressione sana di una società che spesso vive solo di profitto, di interessi e compromessi. Certo, di arte si vive e commercia, ma io la vedo come la parte nobile di quello scambio tra un bene e il denaro.

Rimanere dinanzi a un capolavoro e ammirarne tutta la materia,

l’espressione e il talento vuol dire portarsi qualcosa dentro di sé, sapendo che se compri qualcosa da un’artista compri molto più di un oggetto.

Tu stai comprando centinaia di ore di esperimenti, ore e ore di frustrazione e momenti di pura gioia. Tu non stai comprando solo un opera, tu stai comprando un pezzo di cuore, un pezzo di anima…un piccolo spazio di una vita altrui.

Tutte le opere sono immortali e ognuna di loro è un pezzo di vita di quell’artista che la ha realizzata.

La storia della galleria d'arte

La DAVIDE ART GALLERY nasce nel 2015, e propone al mondo dei collezionisti opere di arte moderna e contemporanea sia di artisti italiani che stranieri.

galleria d'arte

L’obiettivo di questa galleria d’arte moderna e contemporanea, è quello di dare spazio e attenzione a tutti quegli artisti storicizzati che il mercato ha però dimenticato o non ancora riscoperto. Il perché di questa scelta è che oggi c’è molta attenzione da parte di collezionisti e investitori a quelli che sono i movimenti di denaro nel mondo dell’arte contemporanea e soprattutto nei risultati d’asta.

L’arte muove molti capitali e spesso solo dopo che un artista ha avuto un record d’asta, lo stesso diviene importante e quindi da “comprare”. La DAVIDE ART GALLERY ha come obiettivo di proporre artisti il cui valore storico, culturale, espositivo ed editoriale è importante, valido e pienamente documentato, al cospetto di una valutazione commerciale dello stesso artista molto bassa o non adeguata. Il perché è semplice: prima o poi il mercato si ricorderà di loro.

E’ già avvenuto in un recentissimo passato con artisti italiani come Boetti, Castellani, Bonalumi, Uncini ed altri e altrettanto per artisti stranieri come, per citarne uno tra i tanti, Aubertin. Collezionare opere è molto diverso che investire in arte. Chi colleziona ha degli obiettivi precisi: ampliare la propria collezione e farlo alcune volte in modo quasi irrefrenabile. Chi, invece, vuole investire, si muove su altri parametri e altri stimoli: acquistare oggi per rivendere domani e guadagnare. Cosa possibile ma non sempre raggiungibile.

Tanti, purtroppo, in questo mondo sono gli incantatori di serpenti o coloro che addirittura ti dicono che acquistando quell’opera e rivendendola tra cinque anni ti comprerai un attico al centro di Milano. Esistono e rovinano il lavoro di tanti che, invece, usando la prudenza, l’onesta e la saggezza si approcciano al collezionista con discorsi diversi e sicuramente più realistici. La DAVIDE ART GALLERY è tra questi!

Essendo una galleria appena nata, è giusto che il collezionista che si avvicini alle nostre proposte di arte moderna e contemporanea, lo faccia con riserva e molta molta prudenza. E’ ciò che faremmo anche noi. La nostra esperienza proviene dall’essere prima di tutto collezionisti e quindi noi proponiamo artisti che già collezioniamo e nei quali crediamo.

galleria d'arte

Sono artisti che hanno storia e che sia gallerie nazionali che internazionali trattano e consigliano. Peter Weber è uno di questi. Le sue quotazioni ancora basse al cospetto di una qualità delle opere molto alta. Altro esempio è Salvatore Emblema, che oggi trova la nuova visibilità con record d’asta a New York e a Monaco di Baviera.

Sicuramente di artisti che “sfondano” come Damien Hirst o Jeff Koons non si trovano tutti i giorni; oppure gallerie “brandizzate” internazionali o grandi mecenati-investitori come Saatchi, Gagosian, Pinault, Sander che indirizzano il mercato dell’arte mondiale con i loro acquisti e le loro operazioni mediatiche (vedi lo squalo di Hirst) sono impraticabili. Noi diciamo che esiste un mondo dell’arte più vero e più veritiero con valori che la storia impone. Un’opera di Giacomo Balla del 1915 non può costare meno di un’opera di Jeff Koons. Quest’ultimo, sia pur bravo, innovatore e iper-moderno è una costruzione del mercato e della finanza che investe pesantemente su di lui, mentre un Giacomo Balla che insieme a Boccioni e Severini scrive il manifesto del Futurismo si muove su valutazioni nettamente minori e con una visibilità mediatica quasi nulla rispetto a Koons. Noi ci chiediamo quali dei due rappresenta la storia dell’arte e quindi una novità culturale e di pensiero che ha contribuito a cambiare la storia del novecento?.

Ecco, questi sono i principi che muovono la nostra galleria e il modo di investire in arte. La storia non tradisce mai e i valori di artisti di questa levatura usciranno sempre.