Tano Festa "Michelangelo according to Tano Festa" 1967 Tano Festa "Michelangelo according to Tano Festa" 1967

Tano Festa quotazioni record per l'artista della pop art italiana

Se l'eccellenza degli artisti italiani del passato è riconosciuta a livello internazionale lo stesso non si può dire per artisti moderni e contemporanei, la cui validità è stata riconosciuta solo in tempi recenti oppure, addirittura, ci troviamo ancora in una fase di valutazione delle opere d'arte.

Un esempio piuttosto tipico di quanto questo assunto corrisponda a verità riguarda la figura di Tano Festa pittore e fotografo le cui quotazioni sono salite solo in tempi recenti, ben dopo la sua morte.

Tano Festa: biografia

Tano Festa è nato a Roma il 2 novembre del 1938, ed era il fratello di Francesco Lo Savio, il quale è stato uno dei più importanti rappresentanti della pittura post informale italiana. Evidentemente il germe artistico era di famiglia: anche Tano si interessò di pittura, frequentando l'istituto d'arte ed appassionandosi anche alla fotografia.

I suoi primi lavori artistici vennero esposti tra la fine degli anni '50 e i primi degli anni '60 presso la galleria la Salita di Roma. Da subito Tano apparve orientato verso la pop art, che ovviamente egli rivisitava in chiave personale, così come gli altri esponenti in Italia di questa corrente.

Tano Festa: pop art italiana

La pop art è nata in Inghilterra negli anni '50 e ha conosciuto la sua maggiore diffusione in America negli anni '60. Il suo nome è l'abbreviazione del termine Popular: infatti questo tipo di forma artistica non faceva altro che rielaborare alcune delle icone più tipiche della cultura contemporanea, mercificata e commerciale.

Il più noto rappresentante della Pop Art internazionale è stato Andy Warhol, il quale nelle sue opere prendeva a prestito divi del cinema (Marilyn Monroe) o oggetti di largo consumo (la celeberrima zuppa Campbell).

La pop art in Italia assunse un aspetto differente per via del fatto che gli artisti nostrani dovevano confrontarsi con altre tradizioni rispetto agli americani. Nel nostro passato artistico ci sono infatti Michelangelo, Raffaello, Leonardo, che non a caso sono diventati lo spunto di moltissime opere degli artisti della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo.

Insieme a Tano Festa ne facevano parte anche Mario Schifano, Giosetta Fioroni, Franco Angeli.Successivamente si unirono al gruppo anche Pino Pascali, Francesco Lo Savio, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Jannis Kounellis, Cesare Tacchi, Enrico Manera e Umberto Bignardi.

Tano Festa: opere

Tano Festa pittore però non conosce una grande notorietà quando è ancora in vita: egli è noto soprattutto per la sua esistenza stravagante e sopra le righe. La sua prima fase artistica vede un orientamento minimalista, che lo porta ad isolare gli oggetti su sfondi monocromi.

Negli anni sessanta vengono prodotte da Tano Festa opere dette "persiane", dove si susseguono elementi geometrici monotoni che ricordano delle finestre. Subito dopo il pittore invece si rivolge alla tradizione italiana, e per Tano Festa Michelangelo diventa lo spunto di alcuni quadri tra i quali il più noto è "Michelangelo according to Tano Festa" (1967).

Proprio quest'opera è stata battuta all'asta da Finarte nel maggio del 2016 per la cifra record di 70 mila euro: prima per quest'opera di Tano Festa le quotazioni erano di appena 4-6 mila euro.

Gli anni settanta furono i più difficili per Festa, che ebbe scarsissimi riconoscimenti e visse un periodo di latente creatività. Le sue sorti tornarono a sollevarsi a partire dal 1980, quando venne invitato alla biennale di Venezia. Da quel momento in poi la sua arte si fece più concettuale e le tele vennero riempite di forme geometriche o astratte: sono noti in questo periodo di Tano Festa "Coriandoli", quadri riempiti di gocce di pittura che ricordano da vicino Alberto Burri e Pollock.

Tano Festa: quotazioni e aste record

Nell'aprile del 2016 a Christie's Milan, una delle più frequentate aste del mondo dell'arte, è stata venduta l'opera di Tano Festa "Via Veneto 2" (1961) per un valore di oltre 500 mila euro, diritti compresi.

Tano Festa quotazioni record

Nel mese di maggio a Finarte, oltre a "Michelangelo according to Tano Festa", sono stati venduti anche i quadri "La camera rossa" (1963), stimata 10-15 mila euro e battuta a 72 mila euro, e "Senza titolo" (1965), stimata 5-7mila euro e aggiudicata per 35 mila euro.

Nella stessa seduta sono volate anche le quotazioni di Mario Schifano, con la vendita di "Cielo Terra" (smalto e grafite su carta, 1964) a 19 mila euro (partiva da appena 3 mila) e di "Sogno per quattro stagioni" a 35 mila euro. Anche per Mario Schifano infatti le quotazioni sono salite alle stelle. Schifano è stato un altro esponente di spicco della pop art italiana, noto soprattutto per i suoi manifesti che rielaboravano la cartellonistica pubblicitaria in modo creativo.

Tano Festa: eredità artistica

Il pittore è morto il 9 gennaio del 1988, al termine di una lunga malattia. In una delle ultime interviste che ha rilasciato, Festa ricordò la lunga amicizia che lo aveva legato a Renato Guttuso, altro grande pittore italiano, che lo aveva tirato fuori dal carcere svariate volte.

Anita Festa, figlia di Tano, nel 2001 ha creato l'archivio delle sue opere, allo scopo di pubblicare un catalogo generale della sua opera omnia. Anche questa azione dimostra come ormai l'arte di Tano Festa possa considerarsi a tutti gli effetti rappresentativa di un'importante pagina della storia dell'arte italiana moderna e contemporanea.