Pop art italiana in mostra al Macro con ROMA POP CITY 60-67

Il Macro, cioè il Museo di Arte Contemporanea di Roma, sta ospitando in questi giorni il prestigioso Roma Pop City 60-67. Si tratta di un'esposizione molto importante nel panorama nazionale, per l'opportunità che ha dato di mettere in mostra alcune autentiche opere d'arte degli anni settanta.

La Pop Art italiana dopo Futurismo e Metafisica

Dallo scorso 13 luglio al 27 novembre, più di cento opere saranno a disposizione degli appassionati dell'arte moderna e contemporanea. Il Roma Pop City 60-67 nasce con l'obiettivo principale di mettere in evidenza la pop art italiana.

In particolare, quegli anni sono stati molto produttivi per gli artisti provenienti da Roma e dintorni, cresciuti in una città dal forte respiro internazionale e in grado di attrarre personaggi del settore di tutto il mondo.

La corrente artistica traeva ispirazione dalla Pop Art americana, che già era in grado di imporsi a livello globale, con un'elevata rilevanza attribuita più all'aspetto iconico che a quello descrittivo. Inoltre, l'Italia stava uscendo dall'epoca caratterizzata soprattutto dal Futurismo (Umberto Boccioni) e dalla Metafisica, movimenti culturali che avevano acquisito elevata rilevanza nel corso dell'inizio del Novecento.

È proprio in questo clima che è nata l'ispirazione per una lunga serie di successi culturali, con la presenza di tre esponenti romani di altissimo livello come Franco Angeli, Mario Schifano e Tano Festa.

Questi ultimi erano soliti incontrarsi presso il caffè Rosati ed erano pittori di primissima categoria, in grado di mettersi in evidenza grazie ad un'originalità fuori dal comune. Al trio si potevano aggiungere altri artisti degni di nota, quali Sergio Lombardo con i suoi Gesti Tipici, l'esperta in opere argentate Giosetta Fioroni e l'altro protagonista Francesco Lo Savio.

Macro: Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea

Come già accennato in precedenza, il Roma Pop City 60-67 si svolge all'interno del prestigioso Macro. Stiamo parlando di un istituto posto a due passi da Porta Pia, nel cuore della Capitale. Questo edificio era inizialmente noto con la denominazione di Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, con il titolo attuale assunto nel 2002.

Oltre alla sede centrale, è stata poi costruita anche una seconda struttura nel vicino quartiere di Testaccio. Il museo ha poi vissuto un netto ampliamento nel mese di dicembre 2010. Diretto oggi da Federica Pirani, il Macro contiene oltre 600 opere d'arte e comprende una lunga serie di dipinti appartenenti alla seconda parte del ventesimo secolo, comprese diverse proposte dei nostri tempi.

La grande Roma della Scuola di Piazza del Popolo

Dallo scorso 13 luglio e fino al prossimo 27 novembre saranno presentate al pubblico più di cento opere per la gioia di migliaia di appassionati. Ci saranno sculture, quadri, foto, documentari e installazioni di ogni genere.

Saranno quattro mesi e mezzo di grande spettacolo con artisti romani conosciuti a livello internazionale. Il punto focale sarà rappresentato dalla storia della grande Roma degli inizi degli anni sessanta, con la cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo che dominava rispetto a tutte le altre con esponenti di spicco.

La mostra è stata curata dalla direttrice Federica Pirani, insieme agli altri grandi esperti del settore Claudio Crescentini e Costantino D'Orazio. Tra i numerosi artisti che sono a disposizione del pubblico fino alla fine di novembre va segnalato anche Mario Schifano. La sua Pop Art ha segnato un'epoca, superando i confini nazionali e raggiungendo la massima consacrazione anche in giro per l'Europa.

La pop art di Mario Schifano

Nato nella Libia italiana nel 1934, Schifano si accostò all'arte verso la fine degli anni Cinquanta, prima di prendere parte ai già citati incontri del Caffè Rosati. Fin da subito vinse il prestigioso Premio Lissone, dedicato ai massimi esponenti della Giovane pittura internazionale.

Una delle opere che gli hanno conferito maggiore credibilità è senza ombra di dubbio Indicazione, risalente al 1961 e dedicata alla sua propensione critica nei confronti della modernità. In particolare, quel quadro era incentrato sulla particolarità della strada, in un disegno molto simile a quello del segnale stradale relativo al cambio di direzione.

Sette anni dopo, Mario Schifano riuscì a ripetersi con Compagni compagni, un insieme di opere che si focalizzavano su un gruppo di uomini appartenenti al partito comunista mentre portavano per le strade la tipica bandiera rossa con falce e martello.

Roma Pop City 60-67: dettagli organizzativi


MACRO (foto di Gloria Soverini)

 

Il Roma Pop City 60-67 del Macro - Museo d'Arte Contemporanea di Roma continuerà quindi a caratterizzare la Capitale fino alla fine di novembre. Ci sono altri tre mesi di tempo per aggiudicarsi i biglietti e vivere una giornata a stretto contatto con meraviglie del mondo dell'arte e della cultura.

L'iniziativa è stata promossa dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con la collaborazione di MasterCard Priceless Rome e del Messaggero.

Altri dettagli organizzativi sono stati curati da Zètema Progetto Cultura, con l'aiuto fondamentale del Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. Chi vorrà visitare la mostra di via Nizza, nel quartiere Nomentano, potrà acquistare il biglietto intero ad 11 euro e quello ridotto al prezzo di 9 euro.

Chi ha intenzione di recarsi presso il Macro Testaccio dovrà spendere 6 euro per un biglietto intero e 5 euro per un ridotto. Infine, il biglietto cumulativo di entrambi i siti costerà 13,50 euro per l'intero e 12,50 per il ridotto. Chi possiede la residenza nella città metropolitana di Roma Capitale avrà lo sconto di un euro su qualsiasi biglietto.