Auto ritratto 1905 (Fonte: Wikipedia) Auto ritratto 1905 (Fonte: Wikipedia)

Il futurismo di Umberto Boccioni a 100 anni dalla morte

Nato nell’ottobre del 1882 a Reggio Calabria e morto nell’agosto del 1916 a Chievo, Umberto Boccioni è uno degli artisti italiani più rinomati ed apprezzati. Esponente di prim’ordine del movimento futurista, Boccioni è, senza alcun dubbio, una delle figure di spicco del panorama culturale del secolo scorso. Ma vediamo di scoprire qualche dettaglio in più sul suo conto.

Sin da piccolo, Boccioni è stato educato al "cambiamento". La sua famiglia, infatti, per ragioni di lavoro ha dovuto più di una volta cambiare residenza. Il suo animo avanguardista, pertanto, ha trovato riscontro da subito in una vita a dir poco movimentata. Dopo aver conseguito il diploma, Boccioni ha iniziato a collaborare con alcune testate giornalistiche locali e, nel medesimo periodo, ha lavorato al suo primo romanzo.

Una cosa è certa: ad averlo cambiato radicalmente è stato il trasferimento a Roma. Proprio nel periodo romano, Umberto Boccioni ha conosciuto l’amore e si è avvicinato alla pittura. L’amicizia con Gino Severini gli ha consentito di conoscere Giacomo Balla, il noto pittore divisionista che lo ha cambiato nel profondo. All’inizio del ‘900, Boccioni e Severini decidono di frequentare la scuola del nudo e conoscono Sironi, un altro allievo nonché vero e proprio discepolo di Balla. Tra i tre si instaura un’amicizia solida e duratura.

Per Boccioni questo è un periodo davvero molto fertile dal punto di vista artistico tanto che decide di dipingere il suo primo capolavoro. Il suo sogno è quello di viaggiare, di conoscere il mondo. Ad aiutarlo ci pensano i genitori. Parigi: è questa la prima città che decide di visitare. Solo dopo, parte per la Russia. I suoi viaggi gli consentono di maturare e gli fanno comprendere i limiti della cultura italiana che, a suo parere, è ancora troppo legata ad un retroterra provinciale.

La sua voglia di scoprire non ha limiti e, oltre alla pittura, decide di dedicarsi all’incisione. Nel 1907 parte alla volta di Milano. In pochissimo tempo capisce che si tratta di una città a dir poco dinamica e decisamente più congeniale alle sue aspirazioni ed alla sua voglia inarrestabile di sperimentare e di scoprire. A Milano conosce Romolo Romani e si approccia a nuove forme d’arte che ai suoi occhi appaiono come vere e proprie fonti d’ispirazione. Il suo, però, è uno studio critico dell’arte. In alcuni casi, infatti, non si esime dal mettere in discussione la volontà di commemorare il passato mettendo all’angolo il desiderio di guardare al futuro. L’incontro con i divisionisti e, soprattutto, con Filippo Tommaso Marinetti lo segna.

Con lui, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Luigi Russolo e Gino Severini scrive il Manifesto dei pittori futuristi al quale è seguito il Manifesto tecnico del movimento futurista. In tali manifesti, gli artisti spiegano che, nella loro opinione, l’unico obiettivo è quello di liberarsi dal giogo degli stereotipi e delle tradizioni, volgendo lo sguardo esclusivamente al presente in rapida oltre che continua evoluzione. Il concetto alla base del futurismo è chiaro: rappresentare la città, la caoticità del quotidiano, senza dover ricorrere ad artifici artistici né, tanto meno, ad inutili orpelli legati al passato.

L’idea è quella di raccontare con concretezza la materia. La storia di Umberto Boccioni è legata a doppio filo con quella italiana. A seguito dell’entrata in guerra, l’artista, interventista e fervido sostenitore della guerra, decide di arruolarsi. Con lui partono anche altri artisti. In occasione del periodo trascorso al fronte, Boccioni si sente costretto a dover rivedere le teorie di Marinetti enunciate nel Manifesto. Le teorie sulla guerra, pertanto, vengono messe in discussione da quella concretezza tanto elogiata dai futuristi e dallo stesso Boccioni.

Morto accidentalmente a soli 33 anni a seguito di una caduta da cavallo, Umberto Boccioni è uno degli artisti più complessi ed affascinanti del ‘900.

La mostra "Umberto Boccioni, genio e memoria"

In occasione del centenario della morte di Umberto Boccioni, la città di Milano ha deciso di rendere omaggio a quell’artista che proprio in questa città ha trovato ispirazione. La mostra organizzata in onore di Umberto Boccioni sarà allestita a Palazzo Reale. Curata da Agostino Contò e Francesca Rossi, l’esposizione ripercorrerà il percorso artistico di Boccioni, partendo dalle sue esperienze internazionali. Le opere esposte sono 280 tra fotografie, sculture, disegni, dipinti, testi e riviste.

Di sicuro, l’evento "Umberto Boccioni – genio e memoria" sarà una delle iniziative più interessanti del ciclo "Ritorni al futuro". Stando alle parole degli organizzatori della mostra, il proposito è di mettere in evidenza la volontà di Boccioni di ricercare il carattere universale di quella modernità che viaggiava così velocemente. Per la prima volta vengono raccolte tutte le opere dell’artista e vengono riassunte in maniera chiara e lineare i punti chiave del pensiero di Boccioni e del suo percorso artistico. Solo nel 1979 è stata organizzata un’esposizione con alcuni disegni di Boccioni.

A Milano i visitatori avranno la possibilità di seguire un percorso ben organizzato, suddiviso per periodi e, soprattutto, per aree tematiche. A fare da corollario alle varie opere c’è anche una rassegna stampa grazie alla quale sarà possibile inquadrare alla perfezione le leve che hanno spinto Boccioni a dare forma al movimento futurista.

La mostra è aperta al pubblico dal 25 marzo e sarà visitabile fino al 3 luglio di quest'anno. Grazie ad una coerente ricostruzione del percorso artistico di Boccioni, tutti i visitatori avranno la possibilità di conoscere e di comprendere le evoluzioni artistiche oltre che personali di un personaggio che, a suo modo, è stato sempre al passo con i tempi e, talvolta, ha tentato addirittura di anticiparli. Milano, quindi, celebra in grande stile l'arte di Boccioni e saranno in molti gli appassionati di arte moderna e non solo a voler conoscere più da vicino le sue opere.

Il costo del biglietto per visitare la mostra è di 13 euro. La tariffa ridotta, invece, è di 11 euro ed è riservata agli over 65, agli studenti, ai disabili ed ai gruppi. Ovviamente, le scuole avranno la possibilità di fruire anche di alcune convenzioni molto interessanti. Offerte speciali sono riservate anche alle famiglie: i genitori avranno diritto ad acquistare il biglietto al costo di 11 euro ed i bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni a soli 7 euro. Insomma, la cultura è davvero alla portata di tutti.

Data l'affluenza massiccia di visitatori, gli organizzatori dell'evento consigliano a tutti gli interessati di procedere con l'acquisto on line del biglietto di entrata al fine di evitare di dover fare i conti con lunghe file all'ingresso. Milano regala a tutti l'occasione di conoscere più da vicino Umberto Boccioni. Non resta che coglierla al volo.