Photo: André Grossmann © 2014 Christo Photo: André Grossmann © 2014 Christo

Christo Water Projects: arte in mostra sul Lago d'Iseo

La Land Art è una corrente artistica nata sul finire degli anni sessanta negli Stati Uniti. Il maggiore rappresentante di questo movimento è Christo Valdimorov Javacheff, che insieme a sua moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon ha realizzato le opere maggiori di questa corrente. La Land Art prevede degli interventi sul territorio e sul paesaggio, il quale viene trasformato e riletto grazie alle installazioni degli artisti.

Christo, questo è il nome con il quale semplicemente è conosciuto, è nato nel 1935 in Bulgaria. Si è formato presso l'Accademia delle Belle Arti di Sofia e per fuggire dal regime comunista, si rifugiò in Austria prima e in Francia poi.

Fu a Parigi che conobbe quella che sarebbe diventata la compagna di tutta la vita, Jean-Claude. In quel periodo Christo dipingeva, per lo più quadri astratti, ma iniziò anche a fare le prime installazioni riconducibili alla Land Art. Il pieno della sua produzione però nacque dalla collaborazione con sua moglie, insieme alla quale realizzò le sue più note installazioni.

La Land Art di Christo

Tutte le opere di Christo hanno carattere rigorosamente temporaneo: l'ambiente circostante viene modificato ma mai in modo irreversibile.

Una dei primi allestimenti di Land Art realizzati da Christo e Jean-Claude si chiamava Running Fence, che fu realizzata tra il 1972 e il 1976. Questi anni furono necessari per l'allestimento, perché poi in effetti l'opera restò in piedi solo per quindici giorni. Si trattava di una lunga muraglia fatta con teli di nylon bianchi che venne eretta nel mezzo della campagna Californiana, con un effetto ottico e sonoro molto suggestivo.

Poco tempo prima, tra il '70 e il '72, era stato fatto qualcosa di simile in Colorado, dove era stato innalzato il Valley Curtain, un telo di 400 metri steso nelle valli rocciose del Colorado, note per aver fatto da scenario naturale a numerosi film western.

Nel 1974 Christo fu anche a Roma, dove impacchettò la Porta Pinciana. Gli impacchettamenti, o empaquetage per usare il termine francese, sono la parte più conosciuta del percorso artistico di Christo e Jean-Claude. Sostanzialmente essi hanno imballato sia elementi naturali (ad esempio, le isola della baia di Miami) che architettonici (il Pont Neuf a Parigi e il Reichstag a Berlino) usando sempre dei grandi teli.

Ma i loro interventi sul paesaggio sono anche di diversa natura: basti ricordare il percorso creato nel 2005 al Central Park di New York, chiamato The Gates e costituito da un corridoio di 37 chilometri costruito con materiale sintetico arancione.

Uno dei progetti più ambiziosi mai concepiti da Christo si chiama Mastaba, nome che ricorda le grandi piramidi tronche egizie. Lo ideò dopo la morte della moglie Jean-Claude, avvenuta nel 2009, evento tragico che però non ha spento la creatività dell'artista. Mastaba sorgerà nel deserto vicino ad Abu Dhabi e sarà formata da 410 mila barili di petrolio, ognuno dipinto con colori diversi, messi a formare una maestosa piramide. Questa sarà l'unica opera permanente di Christo ed è ancora in fase di costruzione, visto che è molto onerosa dal punto di vista economico e soprattutto bisogna trovare il suolo adatto per realizzarla.

Ogni installazione di Christo è una vera e propria opera di ingegneria; per questo richiede tanto tempo per la preparazione, e un gran numero di bozzetti e progetti. Inoltre Christo e Jean-Claude, da sempre, si sono rifiutati di avere finanziamenti esterni, sia da parte di enti pubblici che privati. Hanno sempre detto di voler essere totalmente indipendenti, di non dover rendere grazie a nessuno e di poter agire in totale autonomia. Per questo motivo hanno sempre fatto in modo di autofinanziarsi attraverso la vendita dei disegni preparatori e dei bozzetti delle opere a case di aste o gallerie d'arte che si occupano appunto di valutare le opere d'arte.

Questo stesso metodo di autofinanziamento, che esclude perfino la vendita di cataloghi o il biglietto di ingresso per mostre, è stato usato per il progetto che verrà inaugurato prossimamente in Italia, e più precisamente in Lombardia.

Christo Water Projects

Tra il 18 giugno e il 3 luglio 2016 sul Lago d'Iseo verrà collocata l'ultima opera concepita dal genio di Christo, che si chiamerà The Floating Piers. Si tratta di un pontile galleggiante largo 16 metri e lungo 3000 metri che collegherà due paesini che si trovano sulle rive del lago, Sulzano e Montisola. Sono previsti anche 1500 metri di percorso pedonale.

Fedele al suo nome, Christo permetterà letteralmente ai visitatori di camminare sulle acque, il tutto in modo totalmente gratuito. Non sono previste neppure prenotazioni, il che fa presagire lunghe file per poter fare questa esperienza. Anche in questo caso di tratta di un'installazione temporanea: alla fine il lago verrà riportato allo stato di origine. La passerella è costituita da circa 2000 flottanti, il che darà davvero la sensazione di poter passeggiare sulle onde.

Per celebrare questa nuova maestosa opera, tra il 7 aprile e il 18 settembre 2016 a Brescia sarà possibile visitare una mostra che è stata allestita in onore di Christo e della sua compagna. Il titolo è Christo and Jeanne-Claude Water Projects e si terrà presso il Museo di Santa Giulia. Nell'esposizione sarà possibile vedere i disegni, i progetti e i bozzetti preparatori che i due artisti hanno dedicato ad opere sull'acqua. Oltre 150 pezzi inediti verranno esposti, insieme a video, modellini e molto altro, per illustrare il percorso che ha condotto fino all'ideazione e realizzazione di The Floating Piers.

Per l'Italia è un grande onore poter nuovamente ospitare questo grande rappresentante della Land Art, che oggi come agli esordi continua a stupire il suo pubblico, facendogli guardare con occhi nuovi il mondo circostante.